SAN VALENTINO 2012 – LA GIUSTA COLONNA SONORA

Tra poco sarà San Valentino. E già sento la truppa dei Torvi Cinici che si produce in elaborate esclamazioni arabe (Estiqaatsi, tanto per essere precisi).

Ma è questo un blog di Torvi Cinici? Nossignore.

Se volete i commenti “finto-alternativi” del tipo che San Valentino fa schifo…non è questo il posto.

Ora, lo so che se siete soletti non è il massimo, ma vediamola così: a San Valentino possono partecipare tutti, perché non si tratta di andare a mangiare una pizza a tutti i costi. Non è quello il cuore della festa.

Non è nemmeno nelle rose a prezzo triplicato, o nei cioccolatini con dentro gli aforismi (benché una rosa possa far piacere e il cioccolato è una gran goduria).

Già, San Valentino è la festa degli innamorati, ma non è scritto da nessuna parte che debba essere festa solo per chi ha la fortuna di un amore ricambiato.

Siccome i blog che vi consigliano vacanzeregaliefrasiamorose preconfezionati sono migliaia, non mi accodo. Io vi fornisco (con l’ausilio di Youtube) quella che per me è una perfetta colonna sonora per la giornata. Non garantisco di imbroccare il genere che preferite, ma…se avete gusti diversi potrete comunicarmelo nei commenti e aggiungere le canzoni che io non ho considerato a sufficienza!

Ed ecco la mia personale TOP TEN a partire da fine classifica:

10) HIMLike Saint Valentine ( sprint al punto giusto, vagamente malinconica, un mix adeguato per non farsi venire subito la carie!)

9) Goo Goo DollsIris (questa è la mia canzone preferita, perciò la metto ovunque, anche se non è troppo legata al tema. E’ comunque una canzone d’amore!)

8) Bryan AdamsEverything I do (I do it for you). (forse non ve la ricordate, ma era la colonna Sonora del Robin Hood di Kevin Costner).

7) AerosmithDon’t want to miss a thing. Altra colonna Sonora (chi si ricorda “Armageddon”?), altri lacrimoni pazzeschi e un solo picco di esultanza: sapere che Bruce Willis era mortale!

6) MuseNeutron Star Collision (love is forever). L’unica cosa secondo me decente legata alla saga di Twilight. Con il solo dubbio che ascoltare troppo i Muse faccia scrivere cose assurde.

5)Take ThatRule the world.  (Io ero di quelli che quando c’era la mania odiavo il quintetto di Manchester. Ora che sono tornati, invece, mi piacciono di più. Sarà la vecchiaia che avanza.)

4) The DoorsHello, I Love you (credo che Jim e I suoi non abbiano bisogno di presentazioni. Se fossi stata donna sarei sempre stata innamorata di lui).

3) Whitney Houston . I will always love you.  Siamo in terza posizione, il livello di melassa non può che salire. Per di più arriva oggi la notizia della scomparsa di questa grande cantante. Rendo omaggio così alla sua voce inimitabile. :(

2) Celine DionMy heart will go on (credevate che ve l’avrei risparmiata eh? Invece no. Certo, ai tempi di “Titanic” questa canzone ci aveva sfrucugliato ben bene gli zebedei, ma riascoltarla oggi ha un sapore incredibilmente romantico, provare per credere * si lancia nel karaoke anche se è stonato*)

ED INFINE – in cima alla classifica – ho messo una canzone che non è un capolavoro. Non è di un gruppo molto famoso ed è stata una hit solo per una stagione. Eppure…eppure per me riassume ciò che dovrebbe essere San Valentino. E che dovrebbero essere anche tutti gli altri giorni.

1) Wet Wet WetLove is all around

 

Buon ascolto!!!

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UNA DONNA PER AMICO (O UN UOMO PER AMICA!)

“Maaa che disastro io mi maledicono, ho scelto teee – una donna! – per amicooo…” cantava il buon Lucio Battisti al tramonto degli anni Settanta (1978, mi pare). Che canzone favolosa. Soprattutto so che può descrivere l’amicizia tra maschio e femmina molto meglio di quanto io non potrò mai fare con un articolo (geniaccio, quel Mogol, eh…?)

ASCOLTALA QUI

L’avete ascoltata? Tutta? Bene, perché sono in molti a chiedersi (e a chiedermi) se ciò che stanno vivendo, cioè un’amicizia viscerale con una persona di sesso opposto, sia un sentimento sincero, oppure un amore in boccio. Perché di norma si sta tranquilli, a volte si ha persino un partner diverso (!!!), ma ci sono momenti in cui pensiamo che la persona più importante sia proprio quella che ci ascolta e ci capisce tutti i santi giorni e si crea tanta di quella confusione…

Certo, una donna per amico (o un uomo per amica) è una bella gatta da pelare.

Primo: se stiamo con una persona differente, questa potrebbe davvero indispettirsi. E non avrebbe tutti i torti. Che cosa ci dà questa amicizia di diverso rispetto al partner? Perché sentiamo il bisogno di avere qualcun altro con cui confidarci e per cui sentirci importanti?

Secondo: leggenda vuole che quando scatta l’amicizia anziché la scintilla sia questione di scarsa attrazione fisica. Il che non vuol dire che ci siano dei cessi fotonici tra voi, l’attrazione fisica è inesplicabile  e lo specchio non c’entra. (la mia migliore amica, per esempio, è una ragazza carina e se fossi umano non esiterei a corteggiarla come si deve. Peccato  che a lei non piacciono le antenne.) Dicevo, leggenda vuole che manchi l’attrazione fisica. Però per me sta scusa non regge, perché so con certezza quasi matematica che se il rapporto è quello che io intendo, cioè un’amicizia profonda, il piano fisico e sessuale sono proprio gli ultimi a cui si va a pensare.

Terzo: c’è la possibilità di sentirsi confusi, a volte. Molti di voi lo sono, io lo sono stato. Poi, quando ho incontrato l’Aliena, ho capito che non c’è poi così tanto da preoccuparsi.

Il fatto è che l’amicizia è una forma d’amore. E con questo non voglio scatenare la gelosia di nessuno, ma solo rendere limpido un dato di fatto: ci sono piani diversi nei rapporti con le persone e ognuno ha il suo posto. Non è giusto privarcene, non è giusto costringere gli altri a cancellarli, anche se in alcuni momenti costa fatica.

Certo, la condizione ideale è essere anche migliori amici del proprio partner, ma ognuno di noi ha un passato, una storia diversa, anni e anni di incontri e persone che diventano importanti nella nostra vita, anche se non sono quelle che ci accompagnano lungo la strada.

Il discorso può cambiare un tantino se siamo soli. Soli, con un’amicizia particolare.

Qui allora a me scatta la “Sindrome di Harry” (direttamente da “Harry ti presento Sally”) e comincio a vedere in tutto tanti cuoricini. Insomma, secondo me queste amicizie strette strette sono solo amori che non si sono ancora concretizzati, vuoi per timidezza, vuoi per paura di essere troppo felici…vuoi perché si vuole aspettare di conoscere l’altro molto bene (e non è una scelta sbagliata, per quanto oggi sia in disuso), vuoi perché ci vuole un fattore scatenante che ci faccia aprire gli occhi.

In sostanza, avere amici di sesso diverso non è impossibile, ma credo che si tratti di un sentimento vero solo quando si è raggiunta una certa tranquillità sentimentale. E mantenere l’equilibrio non è facile.

Voi che ne dite?

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UNA SEGNALAZIONE: LA ZITELLA FELICE!!!

Poche righe per una segnalazione che sento doverosa.  Miss Lois Lane, la mia migliore amica, ha aperto un nuovo blog.  Lo scrive da pochi giorni e non sa dove la porterà, ma mi è già simpatico fin dal titolo. Le devo molto perchè è lei che mi smista la posta e mi corregge tuttomapropriotutto, se no io scriverei abomini. Quindi se questo è il suo punto di vista sul mondo (mi ha detto che ci saranno anche recensioni di libri e lei ha molta esperienza in questo!) io non posso fare altro che apprezzare e indicarvi il link:

http://lazitellafelice.wordpress.com

E non escludiamo post a “reti unificate”, quindi…restate con noi!

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GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO (???)

Non mi odiate, ragazzi, non mi odiate! Sto facendo i salti mortali per restare sulla Terra (i miei genitori vorrebbero che tornassi a casa loro su Flypp, così i miei problemi economici finirebbero, ma io resisto!), però purtroppo ho dovuto accettare anche un’altra galassia di clienti per la mia attività di import-export e quando arrivo a casa la sera è già tanto se riesco a lievitare fino alla mia cuccetta.Comunque, intanto il blog ha compiuto un anno ed io sono orgoglioso di aver resistito, soprattutto perché gli argomenti sono ben lungi dall’esaurirsi.

Oggi vorrei discutere un luogo comune abbastanza diffuso, ovvero quello che recita: “GLI OPPOSTI SI ATTRAGGONO”.

Sarà vero? In questi mesi di silenzio mi sono concentrato in modo particolare su questo tema, osservando il più possibile il comportamento della specie umana. L’idea che mi sono fatto deve tenere conto di una fondamentale differenza: possiamo parlare di opposizione in base ai GUSTI,in base ai CARATTERI oppure in base agli IDEALI. Vediamo che cosa significa.

1)      Le coppie “Mare Vs Montagna”

Chiamo così coloro che si mettono insieme pur senza trovare niente che li accomuna in senso di gusto “superficiale”. Es. lei ama il cinema polacco, lui è un fan di Vin Diesel. Oppure lei è una discotecara convinta e lui un topo da biblioteca…alcuni di voi sgraneranno gli occhi e storceranno il naso, ma in base alle mie osservazioni coppie del genere funzionano. Certo, è richiesto un certo sforzo per tutti e due, ma di norma avere gusti diversi implica un ampliamento di vedute positivo per entrambi. Vediamola così: di solito non ci innamoriamo del nostro “doppio”. Ad avere una passione bruciante per le telenovelas bastiamo noi, non serve che il nostro partner abbia in casa il poster di Eduardo Palomo. Se a noi piacciono le telenovelas e all’altro i fumetti, però, la situazione si fa più variegata. (Lo so, lo so ho usato esempi stupidotti, ma credo di aver reso l’idea). In fondo l’amore è una grossa spinta all’apertura mentale ed a volte grazie all’altro ci si aprono nuovi mondi.

Il proverbio, dunque, può senz’altro verificarsi, purché nessuno dei due cerchi di sopraffare l’altro. E’ facile infatti cadere nella tentazione di imporre i propri gusti alla persona con cui si sta, a volte lo si fa addirittura in buona fede. Ricordate sempre: ci vuole equilibrio. Mai annullarsi, mai schiacciare. Una politica di “una volta andiamo al mare e una volta andiamo in montagna” sarà senza dubbio più proficua.

2)      Le coppie “Yin & Yang”

Quando all’opposto ci sono i caratteri il rischio di non andare d’accordo è molto alto, tuttavia non è detto che le differenze si rivelino inconciliabili, anzi. Come lo Yin e lo Yang a volte le disparità che ci separano dal nostro partner sono fortemente complementari ed è proprio per questo che la coppia funziona. Anche qui il problema maggiore nel trovare la perfetta lunghezza d’onda è nel riuscire a non contagiare la personalità più malleabile con la propria “visione della vita”. Una prova di grandissimo amore è “lasciar essere l’altro/a esattamente com’è, non come lo vorremmo”. Poi – e guai se fosse il contrario – con la vicinanza le personalità si accordano naturalmente, gli angoli si smussano (anche attraverso qualche litigata) e la giusta frequenza bene o male si trova. E qui vi voglio: non è una fine ma un inizio!

3)      Le coppie “Polo Nord e Polo Sud”

La situazione cambia quando ad essere diversi sono gli ideali, i principi, le basi morali. Chiamateli come volete: intendo tutto un insieme di cardini-base che hanno forgiato le personalità, dovuti ad educazione, background sociale, indole. Quelli che non si possono mutare se non a prezzo di indicibile frustrazione. Per esempio se lei vuole essere madre di diciotto bambini e a lui viene l’orticaria solo a sentire un vagito dubito che la coppia potrà funzionare. No, nemmeno se l’attrazione fisica è fortissima, se è tale che per un breve periodo ciascuno dei due pensa di poter effettivamente cedere ai principi dell’altro. No, ve lo dico subito: potrà esserci uno scoppio passionale iniziale, ma sul lungo periodo un tipo di coppia del genere è destinato al fallimento. L’unico modo perché l’amore duri, infatti, è armarsi della volontà di farlo durare, ma se il prezzo è la perdita della propria personalità (o di quella dell’altro) forse non vale la pena stare insieme.

Una persona fedele per natura non potrà mai essere felice con un’altra che vede la coppia come un legame labile, una persona che detesta la violenza molto raramente potrà approvare ed amare qualcuno che invece la ammette e la incoraggia in qualsiasi sua forma…in questo caso direi che gli opposti non si attraggono proprio per niente!

 E voi che ne dite? Aspetto opinioni, meglio se basate su qualche esperienza.

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AUGURI…SPAZIALI!

Riemergo dallo spazio profondo solo per un momento.

Essendo questo – credo – l’ultimo post dell’anno, posso tirare le somme e dire che è stato fantastico. Grazie per le e-mail (da queste ho capito quanto siete timidoni ehehehe), grazie a chi ha avuto il coraggio di commentare, grazie ai “confratelli” di “Vongole & Merluzzi” e, a tutti, GRAZIE PER L’AMICIZIA.

UN AUGURIO DI LUCE, AMORE E SERENITA’ PER QUESTE FESTE E PER L’ANNO CHE STA ARRIVANDO.  Ci vediamo nel 2012!!!

 

Merry Christmas and a Happy New Year!

                                                                                     Marver

 

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AMORE A DISTANZA

Succede, in qualche caso. Ci si conosce in un luogo di vacanza, oppure via internet,  ci si incontra qualche volta. All’inizio si pensa che sia tutta una sciocchezza, che sia solo qualche ora di divertimento, che niente di tutto ciò abbia connotazioni serie. Ma poi. Poi ci si accorge che quella persona è diventata parte di noi e delle nostre giornate, che senza di lui/lei non sappiamo più stare. Il suo pensiero non ci abbandona quando torniamo nelle rispettive case che sono – mon Dieu – a decine e decine  di Kilometri di distanza. E il nostro mondo comincia a cambiare.

Sappiamo benissimo che qualcosa è iniziato, ma non siamo certi sul come proseguire, perché se c’è qualcosa di più spaventoso di una storia d’amore in boccio è una storia d’amore a distanza.

Non ho paura di sembrarvi troppo teatrale: sono convinto che molti di voi abbiano provato un sentimento per una persona che si trova lontano e abbia scelto di non seguire il proprio cuore per il terrore di rimanere schiacciato, di soffrire troppo la nostalgia, di farsi ingannare ed idealizzare troppo un partner che non c’è (quasi) mai.

La situazione, in effetti, è complicata. Vediamo di analizzare qualcuno degli aspetti che formano la cosiddetta “storia a distanza”.

 

1)      Economicamente. Visto che siamo in crisi mi pare opportuno pensare al lato materiale. Diciamo la verità: per il portafoglio una storia a distanza è un salasso. Il prezzo della benzina sale, per un biglietto del treno occorre dare un rene…ma non facciamo polemiche sterili: preparatevi a risparmiare. D’altronde l’amore val bene una pizza, o un cinema.

2)      Filosoficamente. Qualcuno potrebbe farsi bloccare dal tarlo della diffidenza, ovvero porsi domande come: “QUANTO davvero posso conoscere in profondità ed arrivare ad amare qualcuno che vedo così poco?” Non è un dubbio stupido, ma di certo è abbastanza inutile. Se c’è la volontà, ci si può conoscere ed amare benissimo anche se si è fisicamente distanti. Ci riuscivano i nostri nonni intrattenendo infuocati rapporti epistolari, figuriamoci oggi ai tempi di Skype.

3)      Concretamente. A volte è dura stare insieme a qualcuno che non condivide la nostra quotidianità. Da soli al pub con le altre coppie, da soli al cinema, da soli la sera…è facile arrivare a pensare “chi cavolo me lo fa fare?” Per non parlare della frustrazione fisica che tocca sopportare, quando bisogna aspettare intere settimane anche solo per un bacio o una carezza. EPPERO’ si può fare. Non solo: l’attesa aumenta il desiderio e occorre ammettere che molte delle coppie che vediamo in giro e condividono il quotidiano hanno quell’aria da “sopraffatti dalla noia” che alla fin fine fanno apparire il nostro rapporto a distanza un’oasi felice.

 

C’è da aggiungere che in un rapporto a distanza la routine è bandita e che – a dispetto dei molti sacrifici – c’è qualcosa di romantico nell’avere una quantità di tempo limitato in cui riversare tutto, ma proprio tutto l’amore che c’è. La distanza è anche un potente discriminante: inevitabilmente spegne i fuochi di paglia, ma fa avvampare le grandi passioni. Con una postilla: se si tratta di grande passione, la distanza non può essere mantenuta per sempre. Il desiderio di viversi quotidianamente non può essere sconfitto, altrimenti non è amore. Se vivete una rapporto a distanza e non sentite quel malinconico struggimento, se quando osservate il “suo” treno in partenza pensate che “vi va bene così” fatevi delle domande.

Se vivete un VERO amore a distanza, siate pronti al cambiamento. Per un po’ potrete accettare di passare con lui/lei poco tempo, purché di qualità, ma se volete che la vostra storia prosegua sul giusto binario la meta sarà quella di avvicinarsi…e sì, arrivare a sbuffarsi in faccia giorno dopo giorno. Perché l’amore è anche alzarsi una mattina e dirsi “Non ti sopporto, oggi, però ti amo lo stesso!”

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UOMINI A DONDOLO

Ci risiamo. La mia amica Molly ha bussato alla mia porta con un diavolo per capello. La storia si ripete nei secoli dei secoli, ovvero: ha puntato il centocinquantesimo Uomo della Sua Vita e lui nicchia.

Ora, il “nicchiamento” è un atteggiamento diffuso da entrambe le parti della barricata ed è la chiave per far impazzire la gente, ma purtroppo gli esseri umani – quando si prendono una sbandata coi fiocchi – tendono a non accorgersi dei danni collaterali perché troppo presi a sbavare sull’oggetto dei loro desideri.

Le ragazze, poi, sono specialiste nel raccontarsi l’un l’altra le peggiori nefandezze, del tipo:

“Sai, ieri ho incontrato Gigi.”

“Ah il tipo che ti piace! Racconta, racconta cos’è successo?”

“Mah, guarda ci siamo seduti al bancone del bar…”

“…E poi?”

“E poi basta.”

“Come..e poi basta?”

“E poi basta.”

“Ma vi siete salutati almeno?”

“Sì, ci siamo detti ‘ciao’”

“E basta?”

“Certo, cosa ti viene in mente? Lo sai che ci conosciamo solo dalla terza elementare e lui è così timido!

=.=

 Ora. Se sei maschio ed hai letto questo dialogo ti appare lampante che Gigi non ha il minimo interesse per la ragazza (perché se così fosse stato, anche un Disadattato Cronico avrebbe trovato un pretesto per andare oltre il saluto), ma se sei donna avrai valutato almeno 3 fattori a cui aggrapparti: 

1° La ragazza ha incontrato Gigi = il caso ha stabilito che si trovassero nello stesso posto e nello stesso momento storico = il Destino lo ha voluto, e al Destino non si scappa!

2° I due si sono seduti vicino. Se Gigi fosse stato totalmente indifferente sarebbe andato a sedersi da un’altra parte, no? (Per inciso, la risposta è “non necessariamente. Probabilmente non ci ha fatto caso”).

3° Gigi ha detto “ciao”. Miii, è un fuoco d’artificio! (Non è contemplato il fatto che Gigi sia semplicemente più educato di un concorrente medio del Grande Fratello). 

Se le ragazze sono capaci di utilizzare certi appigli quando proprio è evidente che non ce ne siano, immaginate cosa riescono a produrre dopo un’uscita. O, peggio, in caso di alcune uscite.

Il fatto è che i maschietti stanno diventando abilissimi nell’arte di nicchiare, ovvero, si approfittano del fatto che il diktat attuale per le ragazze è: “NON SPAVENTATELI, dovete apparire indipendenti!” e così mettono su dei teatrini incredibili tipo, parlando di una convivenza di tre anni: “Sì, mi vedo con una, ma non è una cosa seria eh.”

 Brrrrr, mi rabbrividiscono le antenne ( poi sono ancora un po’ scosso per la faccenda dello scorso post).

 So che non tutti siamo in malafede, ma che spesso e volentieri nella frase “La verità è che non mi piaci abbastanza” quell’ABBASTANZA è una scusa fin troppo buona per spassarsela un po’ e poi…ops, sparire.

Ai miei colleghi uomini: sono perfettamente consapevole che questa tattica è attuata anche dalle donne, ma sto parlando a beneficio di Molly, quindi per favore niente lettere minatorie. (Cavoli ho proprio il trauma).

Dicevo? Ah sì. Con la scusa  “sì, mi piaciucchi, perciò possiamo vederci il venerdì sera per fare un po’ di sport, però con te non mi ci metto perché non mi piaci ABBASTANZA”,  si sta costruendo una nuova generazione: l’HOMO DONDOLUS, sempre in bilico tra il sì e il no, sempre indeciso. Sempre spaventato dalle responsabilità.

 Che brutta figura!

Ma buttarsi un po’, invece? Smetterla di fare la parte di quelli terrorizzati? Certo, occorre trovare la persona giusta, ma come si fa a trovarla se si parte dal concetto “però poi torno a casa da mammina”?

E voi, ragazze, potete fare qualcosa in tutto questo: lui vi pone davanti ad un tira e molla? Vi tiene all’amo dicendovi che ha “paura di impegnarsi”? Non gli credete, per amor del cielo.

Ricordate che la regola base non è “la verità è che non GLI piaccio abbastanza.”. Fregatevene di ciò che piace A LUI. Pensate se uno così piace abbastanza A VOI. Secondo me, se ci pensate bene, la risposta è no.

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