AMORE A DISTANZA

Succede, in qualche caso. Ci si conosce in un luogo di vacanza, oppure via internet,  ci si incontra qualche volta. All’inizio si pensa che sia tutta una sciocchezza, che sia solo qualche ora di divertimento, che niente di tutto ciò abbia connotazioni serie. Ma poi. Poi ci si accorge che quella persona è diventata parte di noi e delle nostre giornate, che senza di lui/lei non sappiamo più stare. Il suo pensiero non ci abbandona quando torniamo nelle rispettive case che sono – mon Dieu – a decine e decine  di Kilometri di distanza. E il nostro mondo comincia a cambiare.

Sappiamo benissimo che qualcosa è iniziato, ma non siamo certi sul come proseguire, perché se c’è qualcosa di più spaventoso di una storia d’amore in boccio è una storia d’amore a distanza.

Non ho paura di sembrarvi troppo teatrale: sono convinto che molti di voi abbiano provato un sentimento per una persona che si trova lontano e abbia scelto di non seguire il proprio cuore per il terrore di rimanere schiacciato, di soffrire troppo la nostalgia, di farsi ingannare ed idealizzare troppo un partner che non c’è (quasi) mai.

La situazione, in effetti, è complicata. Vediamo di analizzare qualcuno degli aspetti che formano la cosiddetta “storia a distanza”.

 

1)      Economicamente. Visto che siamo in crisi mi pare opportuno pensare al lato materiale. Diciamo la verità: per il portafoglio una storia a distanza è un salasso. Il prezzo della benzina sale, per un biglietto del treno occorre dare un rene…ma non facciamo polemiche sterili: preparatevi a risparmiare. D’altronde l’amore val bene una pizza, o un cinema.

2)      Filosoficamente. Qualcuno potrebbe farsi bloccare dal tarlo della diffidenza, ovvero porsi domande come: “QUANTO davvero posso conoscere in profondità ed arrivare ad amare qualcuno che vedo così poco?” Non è un dubbio stupido, ma di certo è abbastanza inutile. Se c’è la volontà, ci si può conoscere ed amare benissimo anche se si è fisicamente distanti. Ci riuscivano i nostri nonni intrattenendo infuocati rapporti epistolari, figuriamoci oggi ai tempi di Skype.

3)      Concretamente. A volte è dura stare insieme a qualcuno che non condivide la nostra quotidianità. Da soli al pub con le altre coppie, da soli al cinema, da soli la sera…è facile arrivare a pensare “chi cavolo me lo fa fare?” Per non parlare della frustrazione fisica che tocca sopportare, quando bisogna aspettare intere settimane anche solo per un bacio o una carezza. EPPERO’ si può fare. Non solo: l’attesa aumenta il desiderio e occorre ammettere che molte delle coppie che vediamo in giro e condividono il quotidiano hanno quell’aria da “sopraffatti dalla noia” che alla fin fine fanno apparire il nostro rapporto a distanza un’oasi felice.

 

C’è da aggiungere che in un rapporto a distanza la routine è bandita e che – a dispetto dei molti sacrifici – c’è qualcosa di romantico nell’avere una quantità di tempo limitato in cui riversare tutto, ma proprio tutto l’amore che c’è. La distanza è anche un potente discriminante: inevitabilmente spegne i fuochi di paglia, ma fa avvampare le grandi passioni. Con una postilla: se si tratta di grande passione, la distanza non può essere mantenuta per sempre. Il desiderio di viversi quotidianamente non può essere sconfitto, altrimenti non è amore. Se vivete una rapporto a distanza e non sentite quel malinconico struggimento, se quando osservate il “suo” treno in partenza pensate che “vi va bene così” fatevi delle domande.

Se vivete un VERO amore a distanza, siate pronti al cambiamento. Per un po’ potrete accettare di passare con lui/lei poco tempo, purché di qualità, ma se volete che la vostra storia prosegua sul giusto binario la meta sarà quella di avvicinarsi…e sì, arrivare a sbuffarsi in faccia giorno dopo giorno. Perché l’amore è anche alzarsi una mattina e dirsi “Non ti sopporto, oggi, però ti amo lo stesso!”

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UOMINI A DONDOLO

Ci risiamo. La mia amica Molly ha bussato alla mia porta con un diavolo per capello. La storia si ripete nei secoli dei secoli, ovvero: ha puntato il centocinquantesimo Uomo della Sua Vita e lui nicchia.

Ora, il “nicchiamento” è un atteggiamento diffuso da entrambe le parti della barricata ed è la chiave per far impazzire la gente, ma purtroppo gli esseri umani – quando si prendono una sbandata coi fiocchi – tendono a non accorgersi dei danni collaterali perché troppo presi a sbavare sull’oggetto dei loro desideri.

Le ragazze, poi, sono specialiste nel raccontarsi l’un l’altra le peggiori nefandezze, del tipo:

“Sai, ieri ho incontrato Gigi.”

“Ah il tipo che ti piace! Racconta, racconta cos’è successo?”

“Mah, guarda ci siamo seduti al bancone del bar…”

“…E poi?”

“E poi basta.”

“Come..e poi basta?”

“E poi basta.”

“Ma vi siete salutati almeno?”

“Sì, ci siamo detti ‘ciao’”

“E basta?”

“Certo, cosa ti viene in mente? Lo sai che ci conosciamo solo dalla terza elementare e lui è così timido!

=.=

 Ora. Se sei maschio ed hai letto questo dialogo ti appare lampante che Gigi non ha il minimo interesse per la ragazza (perché se così fosse stato, anche un Disadattato Cronico avrebbe trovato un pretesto per andare oltre il saluto), ma se sei donna avrai valutato almeno 3 fattori a cui aggrapparti: 

1° La ragazza ha incontrato Gigi = il caso ha stabilito che si trovassero nello stesso posto e nello stesso momento storico = il Destino lo ha voluto, e al Destino non si scappa!

2° I due si sono seduti vicino. Se Gigi fosse stato totalmente indifferente sarebbe andato a sedersi da un’altra parte, no? (Per inciso, la risposta è “non necessariamente. Probabilmente non ci ha fatto caso”).

3° Gigi ha detto “ciao”. Miii, è un fuoco d’artificio! (Non è contemplato il fatto che Gigi sia semplicemente più educato di un concorrente medio del Grande Fratello). 

Se le ragazze sono capaci di utilizzare certi appigli quando proprio è evidente che non ce ne siano, immaginate cosa riescono a produrre dopo un’uscita. O, peggio, in caso di alcune uscite.

Il fatto è che i maschietti stanno diventando abilissimi nell’arte di nicchiare, ovvero, si approfittano del fatto che il diktat attuale per le ragazze è: “NON SPAVENTATELI, dovete apparire indipendenti!” e così mettono su dei teatrini incredibili tipo, parlando di una convivenza di tre anni: “Sì, mi vedo con una, ma non è una cosa seria eh.”

 Brrrrr, mi rabbrividiscono le antenne ( poi sono ancora un po’ scosso per la faccenda dello scorso post).

 So che non tutti siamo in malafede, ma che spesso e volentieri nella frase “La verità è che non mi piaci abbastanza” quell’ABBASTANZA è una scusa fin troppo buona per spassarsela un po’ e poi…ops, sparire.

Ai miei colleghi uomini: sono perfettamente consapevole che questa tattica è attuata anche dalle donne, ma sto parlando a beneficio di Molly, quindi per favore niente lettere minatorie. (Cavoli ho proprio il trauma).

Dicevo? Ah sì. Con la scusa  “sì, mi piaciucchi, perciò possiamo vederci il venerdì sera per fare un po’ di sport, però con te non mi ci metto perché non mi piaci ABBASTANZA”,  si sta costruendo una nuova generazione: l’HOMO DONDOLUS, sempre in bilico tra il sì e il no, sempre indeciso. Sempre spaventato dalle responsabilità.

 Che brutta figura!

Ma buttarsi un po’, invece? Smetterla di fare la parte di quelli terrorizzati? Certo, occorre trovare la persona giusta, ma come si fa a trovarla se si parte dal concetto “però poi torno a casa da mammina”?

E voi, ragazze, potete fare qualcosa in tutto questo: lui vi pone davanti ad un tira e molla? Vi tiene all’amo dicendovi che ha “paura di impegnarsi”? Non gli credete, per amor del cielo.

Ricordate che la regola base non è “la verità è che non GLI piaccio abbastanza.”. Fregatevene di ciò che piace A LUI. Pensate se uno così piace abbastanza A VOI. Secondo me, se ci pensate bene, la risposta è no.

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PERCHE’ SONO “FEMMINISTA”

Post che esula dall’argomento principale del blog e per cui mi scuso in anticipo, ma – per me – è strettamente necessario.

 Ho ricevuto una lettera pazzesca. Una lettera che, credo, dovrebbe essere di insulti. E’ lunga ed un po’ confusa, l’autore mi proibisce di riprodurla sul blog, ma ciò non mi impedirà certo di rispondere …quindi cerco di farvi un riassunto tralasciando le offese gratuite alla mia persona, anche se forse non riuscirò a risultare obiettivo.

Autoritratto, quando mi incazzo

La lettera parte con la dichiarazione di aver letto qua e là i post del mio blog e con l’ovvia conclusione: o sono donna o sono gay, perché sono un (una?) femminista di m… .

 O.O

 A parte che non so bene dove ho tenuto atteggiamenti particolarmente femministi, sono certo che ci siano stati degli articoli molto ben calati nella mentalità femminile per un motivo molto semplice: dietro questo blog ci sono persone che mi aiutano con spunti, opinioni ed osservazioni. E sono donne. Tra cui la mia ragazza.

E’ la dicitura “femminista di m…” che mi ha irritato. Io sono un alieno in questo mondo, lo so. So che, per citare una famosa vignetta, io non mi scandalizzo quando la mia ragazza mi dice che le nostre tende sono color acquamarina e non azzurre. E so che invece la maggior parte dei miei colleghi maschi ritiene certe “complicazioni” una gran rottura di palle.

Forse la pensavo così anch’io, più o meno 1000 anni fa. Poi ho incontrato loro. Parlo di amiche, amori, amorazzi. Persone meravigliose, che hanno lasciato che le conoscessi. Che le studiassi. Che volessi loro bene. Che mi hanno ferito e che ho ferito. Io non sono un maschio che comprende le donne….guai se fosse così. Sono solo uno che le ama, e senza doppi sensi. Sono psicologicamente affascinato dalla loro diversità, dalla loro profondità e dalla loro forza. Lo dico senza complessi.

Il “femminismo” di cui mi si accusa, a me sembra giustizia, visto che le donne sono continuamente maltrattate.

TRATTATE. MALE.

Giudicate da un punto di vista sessuale. Forzate. Criticate. Quando va bene.

Siamo al punto che loro stesse si guardano come le vedrebbe un uomo, cioè con ben poca comprensione e questo avviene in tutti i campi: lavoro, famiglia, relazioni sociali.

 La lettera continua dicendo che le donne non sono certo delle sante, che nelle storie sono più spesso loro a tradire, segue sequela di insulti al loro indirizzo…più una valanga di improperi su mia madre che qui non vi riporto. Mia madre è in pace su Flypp, quindi nemmeno leggerà certe sciocchezze, per fortuna.

 E’ vero che il ruolo della donna è cambiato, ma mi domando quanti MASCHI si sentano in grado di rapportarsi con le ragazze, oggi. Quanti si rendono conto che l’atavica concezione di superiorità basata sulla forza sia una stronzata galattica (lo dicono anche su Giove, dove come ormai sappiamo non sono particolarmente brillanti). Le donne non sono sante. Il fatto è che NESSUNO vuole le sante. Le donne sono esseri umani. Perché una donna, per essere apprezzata, deve corrispondere ad un modello precostituito (precostituito sia chiaro sulla base della NOSTRA mentalità maschile?).

E’ un po’ come la chiacchiera da bar, no? Ti faresti questa e quella, ma se uno parla così di tua sorella sei pronto a fare a botte.

Io mi vergogno quando sento le chiacchiere da bar.

E’ un po’ come quando nei film a tematica gay c’è lo stereotipo dell’omosessuale carino, gentile e molto più brillante e amorevole di tutti gli altri personaggi. Per me quella è vera discriminazione, perché nessuno è SEMPRE così e avere certe qualità non dipende certo dall’orientamento (anche se poi sono convinto che certi gay abbiano artisticamente una marcia in più, forse per una sensibilità che comprende due sfere anziché una…).

Non dimentichiamo, poi, che se le ragazze cercano di aderire al modello che NOI imponiamo loro sono nel migliore dei casi str*** e zoccole. Quando parliamo al bar tutti cerchiamo una compagna che sia 50% colf, 50% pornostar.  Finché si scherza si scherza, ma a volte  per davvero mi domando cosa provino le donne che sentono queste cose. Io spaccherei tutto.

Comunque, sul mio ruolo alieno sto ancora riflettendo. Forse la grande maggioranza di voi non capirà questo post, ma a me interessa che arrivi a chi di dovere e ci tenevo a farlo alla luce del sole, perché chiunque si facesse prendere da certi dubbi in futuro sappia già come la penso.

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CHE COPPIA SIETE?

Ah l’amour! Quando c’è è proprio tutta un’altra vita. Chi ha la fortuna di aver trovato la persona giusta con cui condividere la strada può confermarlo: essere single avrà i suoi vantaggi ma la coppia, quando funziona, è probabilmentela Seconda Miglior Invenzione Universale (laddove il primato spetta alla Nutella, ovviamente).

Se si parla di funzionamento, poi, la mia prospettiva – che è quella dello studioso (sì, mi sto dando arie di importanza) è davvero interessante ed a tratti spassosa. Stabilire cos’è che fa funzionare una coppia è tuttora il mio pallino, non ho ancora capito praticamente niente, nonostante i millenni di osservazione e perciò anche oggi vi parlo di archetipi. Ho individuato, infatti, una certa quantità di schemi che – con le dovute differenze in base alla posizione geografica e al divario temporale – continuano a funzionare nel tempo. Il mistero è ancora tutto da chiarire e – come diceva Fox Mulder – “La verità è la fuori”.

 COPPIA 1: I CAVERNICOLI

 

Tra me e me chiamo così quelle coppie in cui LUI fa la parte del macho e LEI della fanciulla da proteggere ed in perenne difficoltà. Non voglio sparare giudizi, ma a volte mi faccio domande sui motivi per cui un duo del genere funziona. E funziona bene. Qui infatti non si tratta di appoggiarsi l’uno all’altra per condividere gioie e dolori, ma di un atteggiamento abbastanza diffuso (anche se le ragazze mi diranno che non è vero, io ho occhi e antenne quindi non mi ingannano) per cui l’uomo vuol dimostrare a tutti i costi di essere l’elemento “forte” della coppia. Quindi si sprecano atteggiamenti del tipo “Io il venerdì sera esco con i miei amici, ma GUAI se lei va in discoteca senza di me.”, oppure battute come “Oh, venerdì sera usciamo, viene anche la mia ragazza…la faccio vestire da topa…” (e a me invece di una tizia in minigonna e tacchi a spillo viene subito in mente una ragazza col pellicciotto grigio e le orecchie tipo Minnie, non chiedetemi perché). La ragazza, di solito, lascia al tipo l’illusione che sia così, cioè che sia lui a decidere tutto. Povero scemo.

Frase tipo: LUI: “Le donne devono stare in cucina! Vero cara?”   LEI: “Certo tesorino. Oh, a proposito mentre aspetto che cuocia la torta di mele tu mi vai a comprare quegli stiva lucci da 500 euro?”

Funziona perché: onestamente? Me lo chiedo anche io. Se fossi una ragazza (e la mia aliena me lo ha confermato) uno che fa così lo prenderei a calci nel didietro a due a due finché non diventano dispari. Forse però noi di Flypp abbiamo una diversa mentalità e qui si parla di coppie umane. Il fatto è che ci sono molteplici condizionamenti culturali che ancora pesano sulle donne e molti di questi sono perpetuati dalle madri alle figlie stesse (ragazze, se vi trovate d’accordo l’argomento mi interessa tanto, ma vorrei sapere il VOSTRO punto di vista. Me ne parlate?), perciò spesso e volentieri le ragazze esercitano la loro forza “passivamente” ed i maschi neanche lo capiscono. Alé.

 COPPIA 2 :  AMORINO E AMORINA

 

C’è una coppia del genere in ogni compagnia: sono quelli che arrivano per mano dispensando sorrisi a destra e a sinistra, escono un solo giorno alla settimana (di solito il sabato) solo perché nel “Manuale del Perfetto Innamorato” c’è scritto che occorre fare un po’ di vita sociale, ma in realtà ne farebbero volentieri a meno, perché sono completamente persi l’uno nell’altra. Ed in effetti in compagnia è come se non ci fossero, perché al pub si siedono “viscini viscini” e che fanno? Intervengono nella conversazione? Raccontano barzellette? Giammai. Si danno i bacetti, si danno.

Ora, questa è una fase che tutti attraversano e che dura 15 giorni, o comunque di solito in modo inversamente proporzionale all’età degli interessati. Per alcuni, però, non finisce mai. Io li sosterrei, se ogni volta che ne vedo un paio non mi colpisse una carie fulminante!

Frase tipo: IN CORO: “Ti lovvo. No, più io, no io…pciù pciù pciù”

Funziona perché: beh, perché ci sono tante persone che si sentono rassicurate dalle continue effusioni. A pensarci bene non c’è niente di male, specie se è il gusto per le coccole è comune ad entrambi. Ovviamente per gli amici è un po’ più dura da digerire, ma alla lunga ci si abitua a tutto.

COPPIA 3: LA COPPIA “APERTA”

 

Sono un po’ l’antitesi di “Amorino & Amorina”, nel senso che sono due a proposito dei quali i più si domandano cosa stanno insieme a fare. Nel senso che dicono di stare insieme, ma all’atto pratico le occasioni in cui si comportano davvero come una coppia si contano sulle dita di una mano. Monca. Vale a dire: vacanze separate, venerdì e sabato sera ognuno con la propria compagnia d’origine, effusioni in pubblico? Non sia mai, per carità. E poi esiste anche la degenerazione, ovvero la classica frase: Beh, io non sono geloso/a. Se capita l’occasione di andare con qualcun altro perché no?

Qui a me cascano le braccia, ma è perché sono un alieno antico. Oggigiorno non sono rari i casi di due che stanno insieme “così”.

Frase tipo: IN CORO: “Stiamo insieme, ma non è una cosa seria”.

Funziona perché: ditemelo voi. Forse perché ci sono momenti nella vita in cui uno non si sente di prendersi delle responsabilità e stare soli è spesso difficoltoso e triste. E quindi ci si “accontenta” e si finisce per farne una filosofia di vita. Con l’amore c’entra poco, ma è un’opinione personale. Aspetto suggerimenti ed esperienze, se ne avete.

 COPPIA 4:  CANE E GATTO

 

L’amore non è bello se non è litigarello, dicono. E c’è gente che questa cosa la prende alla lettera: arrivano sbraitando, se ne dicono di tutti i colori, non se ne fanno passare una…e gli amici restano lì con le facce da pinoli perché non capiscono che gusto ci sia. Ebbene, il gusto evidentemente c’è. Più di una coppia che conosco nutre questo spirito battagliero. In realtà si tratta di schermaglie che non hanno a che fare con dei veri litigi, piuttosto con una voglia innata di avere sempre l’ultima parola che in certi soggetti è particolarmente sviluppata. Ora, se soggetti del genere si mettono insieme si hanno fuoco e fiamme: i caratteri peperini raramente possono essere domati ed è giusto così. Meglio che trovino qualcuno con cui battagliare. E poi volete mettere che bello far pace?

Frase tipo: IN CORO: “Non capisci un c****!!! Vabbe’, ti voglio bene lo stesso.”

Funziona perché: beh, perché chi dice che gli opposti si attraggono non ha sempre ragione. A volte sono i simili che si cercano e si uniscono. Quindi, due spiriti battaglieri possono benissimo andare d’accordo, se non si stancano di fronteggiarsi. E, a volte, questo tipo di confronto è un beneficio perché nessuno dei due è costretto ad ingoiare rospi.

COPPIA 5:  GLI ANNOIATI

 

Sembra che la condizione di noia perenne sia quella che riveste un buon 60% delle coppie da me osservate. Nella fattispecie, si tratta di individui che – dopo un breve flash iniziale da “amorino & amorina” – hanno dirottato verso l’abitudine e sono finiti a stare insieme perché…”boh,  così.”

Non è che non provino proprio più niente l’uno per l’altra ma diciamo che si adattano più ad una situazione di comodo piuttosto che tentare di mantenere vivo il sentimento.

Frase tipo: LUI: Cosa c’è da mangiare?

                    LEI: “Brodino. E mangialo da solo che vado a vedere la tv.”

Perché funziona?  “Funziona”, in questo caso, è una parola grossa, ma ragionando terra terra si può utilizzare. Ebbene le coppie annoiate funzionano per tanti motivi: molti si convincono che l’amore debba per forza perdere intensità fino a spegnersi, quando in realtà non si spegne, ma cambia forma, semmai, da passione bruciante ad affetto solido e duraturo. Alcuni trovano rassicurante l’abitudine e si rassegnano, altri – molto semplicemente – sopportano situazioni deprimenti perché convinti di non poter trovare di meglio.  Nessun giudizio, solo una piccola riflessione: l’amore non può essere un continuo fuoco d’artificio, sarebbe estenuante. E ci sono momenti in cui ci si trascina, in cui non ci si sopporta, in cui si vorrebbe stare per conto proprio…durante una vita intera ne possono succedere di tutti i colori. Ma se il vostro è un sentimento grigio, una situazione di comodo…siete proprio sicuri di non poter trovare di meglio?

 COPPIA 6: I “LETTOMANI”

 

Succede abbastanza spesso che due personaggi che non hanno niente in comune (ma proprio niente eh) subiscano un’attrazione fisica fortissima e vadano alle stelle nella sfera intima. Il che significa che spesso i due si illudono che sia amore al primo sguardo. No, figlioli, semmai è attrazione al primo ormone, e non c’è niente di male. Ora, capita che, dai e dai, dal letto si passi anche a qualcos’altro (anche se il percorso ufficiale sarebbe inverso). In questi casi solo il tempo può essere giudice imparziale e dirci se questo tipo di unione sia cosa buona e giusta.

Frase tipo: …*cigolio di molle*…

Funziona perché: di solito funziona perché la carne è debole e perché una forte attrazione fisica è spesso e volentieri l’anticamera dell’amore. Se ci si limita solo a quello, però, non si può trasformare: per un sentimento vero bisogna anche capire cosa passa per la testolina dell’altro. Comunque di sicuro è un buon inizio.

COPPIA 7: GLI ENTUSIASTI

 

Sono senza dubbio i più fortunati, ma di coppie entusiaste di stare insieme, specie dopo qualche tempo, se ne trovano davvero poche. Attenzione però: con “Entusiasti” non intendo esseri fastidiosi che fingono una gioia che non provano. Si è entusiasti quando, anche nei giorni di stanchezza, si trova un motivo buono per cui si sta insieme proprio a “quella persona”. Si è entusiasti quando si litiga e non si vede l’ora di fare la pace, quando il parere dell’altra persona è il primo che si vuole sentire e l’unico che si ascolta davvero, quando l’altro/a è colui o colei con cui si vogliono condividere tutte le esperienze più importanti perché altrimenti perdono un po’ di sapore. Si tende un po’ a negarlo, perché è un sentimento raro, ma – quando c’è vero amore – questo entusiasmo dura.

Frase tipo: IN CORO: Ti amo!

Perché funziona? C’è bisogno di chiederlo? Perché quando si incappa in una persona che ci fa sentire “entusiasti” è da folli lasciarsela scappare.

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AL CINEMA CON LEI 2: SCHERZI DEL CUORE

Carissimi, mi prostro e mi tolgo il cappello: non è mia intenzione abbandonarvi, purtroppo però le vie della Galassia sono quanto mai trafficate ed a me tocca fare lo slalom tra gli asteroidi. In poche parole il mio tempo è tiranno. Ne approfitto anche per scusarmi con tutti coloro che mi hanno scritto e a cui non ho ancora risposto. Prometto che mi metterò in pari!

Per alleggerire un poco l’atmosfera ho deciso di tornare al cinema, con un altro consiglio utile per una di quelle serate piovose in cui lei vi costringe al supplizio della commedia romantica.

Portatele fiori, cioccolatini e sfoderate questo dvd d’annata. Il colpaccio è garantito.

 Parliamo di

SCHERZI DEL CUORE (PLAYING BY HEART) – 1998

TRAMA

 

Il film, ambientato a Los Angeles, segue le fila di diverse storie:

–         Joan – aspirante attrice casinista e logorroica – si innamora a prima vista di Keenan, un ragazzo che balla sempre da solo nella discoteca che entrambi frequentano. Lui sembra indifferente e scostante, ma lei è una testa dura e riuscirà ad avvicinarlo, per scoprire il suo triste segreto.

–         La regista teatrale Meredith, reduce da un matrimonio fallito, conosce il brillante architetto Trent, ma non riesce a lasciarsi andare al suo corteggiamento benché lui l’abbia colpito.

–         Gracie tradisce il marito con un uomo di cui non sa nulla e che vede solo in una stanza d’albergo.

–         Hugh si aggira di notte nei bar della città ubriacandosi e raccontando storie tragiche sempre diverse.

–         Paul e Hannah si apprestano a festeggiare i 40 anni di matrimonio, nonostante lui abbia di recente scoperto di essere affetto da un tumore. Non è la malattia, però, il principale ostacolo, bensì il ricordo di una ex fidanzata che si frappone tra i due rischiando di compromettere l’equilibrio che sembrava perfetto.

–         Mildred si reca ad assistere il figlio Mark, malato terminale di AIDS. Resterà con lui fino all’ultimo, riuscendo a far riemergere tutto l’amore che può esserci tra una madre ed un figlio, nonostante i segreti e le bugie.

Solo dopo la metà della pellicola si comincerà ad intuire il legame tra tutte queste vicende, che diventerà evidente nel finale.

 SPOILER (SE TI ADDORMENTI SUL FINALE)

 Si tratta dei membri della stessa famiglia: Paul ed Hannah sono i genitori di Joan, Gracie e Meredith, Hugh è il marito tradito di Gracie e Mark è l’ex marito di Meredith, che si è scoperto omosessuale solo dopo le nozze, provocandole un certo danno psicologico.

Comunque, il finale è piuttosto lieto: nonostante i temi cupi affrontati l’amore trionfa per tutti in una festa da favola che si svolge in una Los Angeles da cartolina.

 

 CINEFORUM:

 A lei piacerà perché: nonostante si affrontino anche gli argomenti della malattia e dell’infedeltà, l’amore trionfa e la fa da padrone. Ci sono Ryan Phillips, Sean Connery e Dennis Quaid (insomma, più o meno ce n’è un po’ per tutti i gusti).

 A te potrebbe piacere perché: la struttura, soprattutto all’inizio, non è lineare, quindi potrebbe incuriosirti. I dialoghi, specie quelli tra Paul ed Hannah, sono brillanti. Il tono malinconico non riesce ad affossare il morale e ci sono Angeina Jolie con degli inediti capelli rosa (!!!) e l’agente Scully…e io se c’è l’agente Scully da qualche parte vado fuori di testa…perversione mia, lo so, lo so.

 CITAZIONI CHE VI POTETE RIVENDERE:

 1)      Ho un amico, un jazzista, un suonatore di tromba. Una notte cercai di dirgli quello che la musica mi ispirava, lui si limitò a scuotere la testa e disse: ‘non si può parlare di musica, parlare di musica è come ballare sull’architettura’ E io gli dissi, ‘se fai il filosofo con me, non serve parlare anche del resto. Dell’amore, per dire.’ E lui mi rispose: ‘esattamente. Parlare d’amore è come ballare sull’architettura.’ Non lo so… forse ha ragione. Ma questo non mi impedirà di provarci.” (Joan – Angelina Jolie)

2)   “Ho perso moglie e figli.”

“Chiedi al barista, lui ritrova sempre tutto.” (Hugh – Dennis Quaid)

2)      “Sei l’inquilino del mio cuore: spesso in ritardo con l’affitto, ma impossibile da sfrattare.”

“Se dovessi rifarlo, non lo rifarei….diverso.”

(Hannah e Paul – Geena Rowlands e Sean Connery).

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IL COMPLESSO DEL “MECCANICO”

C’è una ragazza che da qualche tempo mi sta scrivendo con frequenza. Il suo nome inizia per P., ma come è comprensibile, vuole mantenere l’anonimato perché mi sottopone un problema delicato: è innamorata.

“E grazie” direte voi “ dov’è il guaio?”

Il guaio è che P. è innamorata di una ragazzo, ma lui non ha occhi che per una loro comune amica, Marty, che possiamo definire…strana. Anche qui, rischio di essere sommerso da una valanga di insulti, perché l’aggettivo strano indica tutto e niente.

Allora, a detta di P. questa ragazza è ovviamente molto carina MA altrettanto lunatica. Un momento è tutta entusiasta, espansiva con tutti, di un buonumore trascinante…ma nel giro di qualche minuto diventa cupa come l’Angelo della Morte. Comincia a lamentarsi di tutto. Si sente quasi male e fa sentire male chi le sta attorno.

P. dice anche che Marty ha una marea di questioni irrisolte, soprattutto in famiglia, e che pochi sarebbero  in grado di aiutarla, però – benché il benedetto figliolo non faccia che lamentarsi di M. e delle ragazze con un atteggiamento come il suo – alla fine ci casca come un fico maturo.

 La domanda che P. mi pone, e che sono sicuro sia comune a molte di voi, è: PERCHE’ I RAGAZZI SI LAMENTANO QUANDO UNA RAGAZZA E’ LUNATICA E LAMENTOSA, MA POI SE NE INNAMORANO DISDEGNANDO LE PERSONE SERENE E ALLEGRE?

 Uhm, la questione forse è un po’ più complessa, ma proviamo comunque a dare una risposta. Dovete sapere che la mente di un maschietto medio riceve tutti i giorni un muuuuucchio di condizionamenti culturali in base ai quali l’Uomo deve essere Colui Che Ha Sempre Una Soluzione. In realtà non è mai così, comunque in molti ragazzi viene instillato il germe di voler RIPARARE tutto e che noi chiamiamo Il Complesso del Meccanico.

Questo buffo fenomeno non è che il corrispettivo maschile del più famoso “complesso della crocerossina”, che spinge le donne a prendersi a cuore le sorti di un povero disgraziato la cui massima aspirazione è farsi gli affari propri in un angolo del bar, con l’intento di convertirlo alla GIUOIA DI VIVERE.

Per i “meccanici” è la stessa cosa: non appena le loro antenne captano una Ragazza Lagnosa (specie non troppo rara) nel loro cervello scatta la modalità “Io aggiusterò tutto” ed eccoci al punto: con gli amici si lamentano e denigrano le Lagnose a più non posso, ma all’atto pratico fanno la figura dei cagnolini in attesa dell’osso.

 Che dire? Prendersi cura dell’Altro/a è senza dubbio uno dei principali segni d’amore, tuttavia – come in molte altre situazioni – è fin troppo facile perdere la bussola e non saper stabilire il confine tra ciò che è bisogno di coccole e ciò che si definisce “richiesta di attenzione ossessiva”.

Bisogna ammettere che ci sono ragazze e ragazzi molto concentrati su se stessi e per i quali l’amore si misura solo dalla capacità di “manipolare” l’altro. Non necessariamente è un atteggiamento cosciente, anzi, la maggior parte delle volte si tratta di persone fragili, che hanno bisogno di auto affermarsi e di dimostrare qualcosa agli altri. Ed è questa fragilità – magari nascosta sotto quintali di finto entusiasmo – che attira “meccanici” e “crocerossine”. Dopotutto la stragrande maggioranza di libri e film romantici non racconta di storie abbastanza simili?

 Il problema sta nel fatto che quasi tutte le situazioni hanno un elemento in comune, ovvero: una persona che manifesta la propria immaturità reclamando attenzione ed adottando un comportamento ombroso e lunatico a tutti i costi non è in grado di corrispondere ad un sentimento vero. Quindi nel 99% dei casi l’amore si trasforma in una sorta di dipendenza dannosa per entrambi. E chi ne fa le spese? Le persone come P., che hanno trovato un buon equilibrio, che sarebbero pronte ad amare e lasciarsi amare e che si vedono “superate” da questi soggetti così palesemente instabili da suscitare rabbia.

Ok, P., il mio consiglio è molto semplice: NON CAMBIARE. Se tu davvero sei una persona piena di gioia di vivere, serena, allegra e cerchi la felicità, non lasciarti abbattere da una storia andata male. Non farti convincere che i capricci, la lunaticità, l’insoddisfazione costante risultino attraenti. Non sulla lunga distanza, almeno.

I “meccanici”, infatti, non si rendono conto che non riusciranno mai a soddisfare completamente una Lagnosa. Appena riparato un “guasto” lei ne troverà subito un altro…

Quindi, se al tuo Lui piace soffrire, lascialo cuocere nel suo brodo e dedicati a te stessa e ai tuoi amici. Posso mettere la mano sul fuoco che nella tua vita entrerà qualcuno che vorrà tanto divertirsi insieme a te…e quello lo potrai chiamare amore. In bocca al lupo!

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ESISTE IL COLPO DI FULMINE?

Molti miei amici si interrogano – e mi interrogano – su un fenomeno riportato nelle cronache degli Amori & Amorazzi di tutti i tempi: si tratta della Freccia di Cupido che colpisce improvvisa, dell’Amore a Prima Vista…insomma, di quello che gli esperti chiamano “Colpo di Fulmine”.

L’effettiva esistenza del fenomeno è dubbia, anche perché vanta antenati illustri come Adamo ed Eva (ma loro non avevano scelta), Lancillotto e Ginevra (ma a loro è andata malissimo), Romeo e Giulietta (idem!). Non si possono, tuttavia, ignorare le numerose segnalazioni di giovanotti e giovanotte che giurano e spergiurano di essersi innamorati/e alla prima occhiata. Bontà loro.

 ANALISI DEL FENOMENO.

 Il colpo di fulmine si manifesta senza alcuna luminescenza , visto che non siamo in Dragonball. Si tratta di un’esperienza quasi mistica, che si svolge quasi totalmente all’interno del soggetto. Praticamente, all’apparire del futuro amato bene, il film della nostra vita ci passa davanti agli occhi come se fossimo in punto di morte, il cuore raddoppia i battiti, lo stomaco si chiude, le farfalle scalpitano perché non possono più uscire, la gola si secca e le pupille si dilatano. In poche parole diventate un Alien. Dopodiché appare un’aura rosa attorno al Prescelto (o alla Prescelta) e da allora voi SAPETE. Quella è la vostra anima gemella. Da quel momento non sarete più in grado di articolare una frase intelligente, tutte le vostre risate suoneranno come gesso sulla lavagna e – più in generale – riceverete a casa il bollettino di abbonamento alle Figure Di Merda In Sua Presenza. Tutto gratis, eh.

CAUSE DEL FENOMENO

 Gli scienziati di Flypp (il mio pianeta, ragazzi, ve l’avevo già detto. Non siete stati attenti? Ahi ahi ahi!) sono giunti alla conclusione che il Colpo di Fulmine sia dovuto a fattori ormonali e sia direttamente proporzionale alla “tendenza al fantasy” di ciascuno di voi. Mi spiego meglio: ognuno ha un proprio fidanzamento ideale, le cui caratteristiche sono mutuate da un’innumerevole serie di condizionamenti sociali. Chi ha molta fantasia riesce a notare particolari che riportano a quell’ideale anche in personaggi che non ci azzeccano una lenticchia. La fantasia AMMANTA, gli ormoni fanno il resto. Il Colpo di Fulmine è servito.

 CONSEGUENZE DEL FENOMENO

Essendo un fenomeno ad ampio spettro il Colpo di Fulmine può portare a svariate conseguenze di cui le più frequenti sono: 

1)      Devastazione Totale. Di solito, infatti, innamorarsi a prima vista significa fissarsi con qualcuno di totalmente sconosciuto. Che non vedrete mai più, perché magari fa parte di una tribù di Navajo in vacanza. Ne conseguono Dolore et Sfinimento per la prematura perdita.

2)      Disillusione Parziale.  Se avete l’occasione di stare a contatto con chi vi ha fulminati, potreste accorgervi che – a dispetto dell’impatto iniziale – si tratta di uno Stronzo Insuperabile (o del suo corrispettivo femminile). E in quel caso il boccone è amaro, non c’è cosa più deprimente della perdita delle illusioni.

3)      Amore Folle. Non voglio certo portare scalogna e devo ammettere che – a volte – chi viene colpito dal Fulmine ci vede giusto. Succede. Raramente, ma succede. Perché negarlo, dunque? Permettetemi di dubitare però sulla natura dell’Amore Folle. Siamo sicuri che sia davvero amore, prima di tutto? Perché di solito dura una settimana. Siamo seri: se Jack e Rose non fossero affondati col Titanic nessuno crede che sarebbe durata. Prova ne è che la Chiattona non fa salire il Mingherlino sulla zattera. Salti tu, salto io una bella…ehm, sto divagando.

 In poche parole avrete capito che non sono una grande fan del colpo di fulmine, ma sono un grandissimo sostenitore della sua cuginetta, la Scossa Elettrica. A quella ci credo. Celebrata in ogni romanzo rosa che si rispetti, la Scossa è quel brivido che ci percorre la schiena quando qualcuno che in futuro ci piacerà tanto ci si avvicina. Magari all’inizio non la riconosciamo e pensiamo di stare incubando l’influenza. E invece no: la malattia in arrivo è assai più piacevole e profonda!

E voi di che partito siete? Colpo di Fulmine o Scossa Elettrica? Fatemelo sapere, va bene anche via mail.

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